mercoledì, ottobre 21, 2009

Ooops!

Siamo in ufficio.
Il delirio.
Allievi che pascolano all'ingresso (sembra la coda per le udienze del papa...apostrofa la francesina) in attesa che io conceda il mio regale tempo.

In un angolo giacciono i libri per il corso alla scuola pazzolandia.
Il corriere è passato in fretta e furia (pure lui) e mi ha mollato tutto all'ingresso.

Arriva Mr Tatoo, il mio collega.

Tatoo: ué che sono questi, cosa ci hanno portato?
Sciropz: libri
Tatoo: ma c'è anche un altro pacco...cos'è cos'è cos'è?
Sciropz: sembri mia nipote, e che ne so, sarà un regalo della casa editrice, sono arrivati insieme.
Tatoo: allora apro subito, bello bello un regalo, bello...

E intanto allievi che si muovono a onda per tentare di entrare tutti nel mio ufficio in ordine sparso e disperso.

un silenzio strano

Alzo gli occhi dalle scartoffie e: che c'è? Che è 'sto mortorio?

Tatoo: No, non credo che sia della casa editrice...eh ragazzi non è mio eh!!

Alzo gli occhi e con ORRRRROOORRREE IL MIO CALENDARIO DIEUX DU STADE CAPEGGIAVA E RISPLENDEVA TRA LE MANONE DEL COLLEGA, visibilmente in imbarazzo!
E intendo QUESTO CALENDARIO:

mannaggia a me che trovo così comodo far spedire le cose in ufficio.

Sciropz: ragazzi, guardate che a fine corso voglio il vostro di calendario

(se devi scivolare in caduta, che sia almeno sculettando! Sciropz docet)

domenica, ottobre 18, 2009

ma che succede là fuori?

tutti che si paturniano.
ma che palle

ma che volete da me?

Complicare il pane

Ci son giorni che mi chiedo perché la mia vita non me la son cercata semplice.
In fondo siamo pieni di desideri semplici.
Ma complicare il pane è proprio un'arte. E io allora son proprio un'artista.

Troppo cerebrale per capire
che si può star bene senza complicare il pane,
ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote
ma doppiate.

Troppo cerebrale per capire
che si può star bene senza calpestare il cuore,
ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi
come sulle aiuole.

Vuoti di memoria, non c'e' posto
per tenere insieme tutte le puntate di una storia,
piccolissimo particolare,
ti ho perduto senza cattiveria...

sabato, ottobre 17, 2009

Come l'acqua per il cioccolato

Casina nuova è quasi sistemata.
Alla fine non ho dovuto poi far molto.

E così, piano piano, hanno cominciato a rifluire nelle vene gli antichi amori.
La cucina, la magia del fare, un certo sesto senso che avevo perso per strada.
Perché la casa va riempita della tua anima perché sia un po' tua.

I giorni scorsi ho ripreso a cucinare.
Ma non cucinato.
No.
Ho respirato forte l'aria di casa
e ho deciso di cosa doveva sapere da lì a qualche ora.
Curry per speziare gli umori
Limone per ricordare l'infanzia
Pesce per aprire il cuore al mare
Riso per ammorbidire il palato
Cioccolato per ammaliare tutti e 5 i sensi
Pere dolci e sugose per ricongiungersi alla natura
Un tocco di zenzero per aggiungere un insolito piccante...


E dalla cucina, a danza lenta, hanno cominciato a uscire profumi, gusti e pensieri che prima hanno avvolto me e poi rapito chi sulla strada hanno incontrato.
Perché cucinare è una magia che ti attraversa, passa nelle tue mani, sale da pentole borbottine e prende libertà fuori casa... Un pifferaio magico che non puoi trattenere.
Vedi balletti di magia odorosa che prendono il largo fuori dall'uscio e persone che con il naso per aria cercano di capire da dove arriva quel languore che non è solo di pancia.

e' magia.

"Sembrava che per uno strano fenomeno d'alchimia non solo il sangue di Tita ma tutto il suo essere si fosse sciolto nella salsa di rosa, nella carne delle quaglie e in ogni aroma del cibo e in questa maniera l'essere di Tita penetrava nel corpo di Pedro, voluttuoso, profumato, caldo e irresistibilmente sensuale. Sembrava che avessero scoperto un nuovo codice di comunicazione, nella quale Tita era l'emittente, Pedro il ricevente e Geltrude, la fortunata, nella quale si sintetizzava questa relazione sessuale per mezzo del cibo."

Sia ben inteso, Gertrudi varie ed eventuali...Tita sono io.

venerdì, ottobre 16, 2009

Un sonoro: ma vaff...

"nessuno vuole vedere donne con le curve. Solo le mamme grasse che mangiano patatine davanti alla televisione dicono che le modelle magre sono brutte"
Karl Lagerfeld

Glielo dico io o lo dite voi a 'sta creatura che le donne hanno le curve...EGRAZIEADDIO agli uomini piacciono...ecco, appunto...
AGLI UOMINI.

Che poi...io vorrei proprio comprendere perché si continua a insistere su questa storia che gli stilisti amano le donne.
Ci vogliono magre da sembrare carta velina, ci vogliono emaciate...ci vogliono:



siamo proprio sicuri che ci amino???
Io di fronte al confronto...qualche dubbio me lo sono posta