Eggià, perché in epoca di delirio, con l'umore che va su e giù come in giostra, capitano anche le giornate così.
Che ti vesti un po' scollata (ma non tanto, roba quasi educandesca)
e:
il cassiere in banca sembra fatto di zucchero filato e se potesse ti da anche il suo di conto corrente, pur di trattenerti allo sportello.
ordini un gelato da UN EURO E VENTI e il commesso ti spatacchia il cono da TRE EURO e beota ti sorride porgendotelo. Resti in attesa che, verificati i tuoi spiccioli, ti dica, ma non mi aveva chiesto un cono da 3 euro? Ma non succede e lui continua a sorriderti beota.
al mercato un bancarolo comincia a urlare: DUE MELONI A UN EURO!!!, tu ti volti visto che sei proprio lì davanti e i meloni ti piacciono tanto....
E LUI VENDE CAMICIE!!
giovedì, agosto 06, 2009
martedì, agosto 04, 2009
Ho messo via...
Ho messo via
i vestiti, gli oggetti solo miei, i libri, i cd, persino qualche strofinaccio.
Ho messo via
i girasoli, il mio carillon, le foto, il mio tavolino verde, persino i ceci,
chissà perché.
Ho messo via e l'ho fatto come si veste un morto.
Si deve fare, sei come in trance, devi fare fare fare, le mani si muovono, i piedi le seguono, tu sei fisicamente lì ma la testa è altrove, che cerca di vedere un gesto animato in ogni cosa che tocca.
Quando ho finito ho chiuso gli occhi e li ho riaperti, ho temuto di vedere un'altra casa, una che non mi riconosceva più.
E invece era come prima, solo un po' più vuota.
Ho pensato, forse non ho vissuto mai qui...
Poi ho visto il divano e le risate per portarlo in casa che non passava da nessuna parte, la cucina, che ora è bella e piena di sole, con i cuori alati a regger su le tende e i ripiani per la "sua" pizza.
Ho visto il balcone e le piante in casa, la panchetta all'ingresso, quella che o la prendiamo o la prendiamo che io ho 2milioni di scarpe.
I pomelli sull'armadio, che neanche vi racconto come ci vengono certe idee.
Le bollo, che han visto tante colazioni al sole e ancora resistono, perché aveva ragione lui a verniciarle così.
I nostri manifesti, quelli in cui un pezzo è mio e un pezzo è suo, ma l'idea è nostra. E gli schizzi di caramello di quella malefica volta in cui la tatin decise di esplodermi in mano.
Ho visto la casa e c'era un solo modo per non esserci più, noi. Distruggerla.
Ma io a distruggere ciò che amo non son capace, mai stata.
i vestiti, gli oggetti solo miei, i libri, i cd, persino qualche strofinaccio.
Ho messo via
i girasoli, il mio carillon, le foto, il mio tavolino verde, persino i ceci,
chissà perché.
Ho messo via e l'ho fatto come si veste un morto.
Si deve fare, sei come in trance, devi fare fare fare, le mani si muovono, i piedi le seguono, tu sei fisicamente lì ma la testa è altrove, che cerca di vedere un gesto animato in ogni cosa che tocca.
Quando ho finito ho chiuso gli occhi e li ho riaperti, ho temuto di vedere un'altra casa, una che non mi riconosceva più.
E invece era come prima, solo un po' più vuota.
Ho pensato, forse non ho vissuto mai qui...
Poi ho visto il divano e le risate per portarlo in casa che non passava da nessuna parte, la cucina, che ora è bella e piena di sole, con i cuori alati a regger su le tende e i ripiani per la "sua" pizza.
Ho visto il balcone e le piante in casa, la panchetta all'ingresso, quella che o la prendiamo o la prendiamo che io ho 2milioni di scarpe.
I pomelli sull'armadio, che neanche vi racconto come ci vengono certe idee.
Le bollo, che han visto tante colazioni al sole e ancora resistono, perché aveva ragione lui a verniciarle così.
I nostri manifesti, quelli in cui un pezzo è mio e un pezzo è suo, ma l'idea è nostra. E gli schizzi di caramello di quella malefica volta in cui la tatin decise di esplodermi in mano.
Ho visto la casa e c'era un solo modo per non esserci più, noi. Distruggerla.
Ma io a distruggere ciò che amo non son capace, mai stata.
Mi sto facendo un pò di posto
e che mi aspetto chi lo sa
che posto vuoto ce n'è stato ce n'è ce ne sarà.
Ho messo via un bel pò di cose
ma non mi spiego mai il perchè
io non riesca a metter via te
mercoledì, luglio 29, 2009
io
Io sono forte, io sono ironica, io sono solare e piena di energie.
Io sono piena di risorse, io me la cavo sempre.
Io ci sarò sempre, io ci sono sempre.
Io sono finita al pronto soccorso.
Perché mentre la mente razionalizzava tutto e metteva in composti e ordinati cassettini ogni sensazione, il corpo mi ha lasciato a gambe all'aria.
C'è a chi suonano i campanelli d'allarme e a chi, come la fortunata sottoscritta,
sono i calcoli renali a ballare la macarena.
Belli pimpanti, silenti da anni... Olè si son lanciati nelle danze stendendomi.
Sarò anche forte...Ma forse no.
Io sono piena di risorse, io me la cavo sempre.
Io ci sarò sempre, io ci sono sempre.
Io sono finita al pronto soccorso.
Perché mentre la mente razionalizzava tutto e metteva in composti e ordinati cassettini ogni sensazione, il corpo mi ha lasciato a gambe all'aria.
C'è a chi suonano i campanelli d'allarme e a chi, come la fortunata sottoscritta,
sono i calcoli renali a ballare la macarena.
Belli pimpanti, silenti da anni... Olè si son lanciati nelle danze stendendomi.
Sarò anche forte...Ma forse no.
giovedì, luglio 23, 2009
...ma come te lo devo dire?
Mi piace proprio come sei
E anche quello che vuoi sembrare
Mi piace perché non ce la fai
E allora ti lasci andare
Mi piaci quando fai l'amore
E al buio ti sento respirare
Mi piaci quando riapri gli occhi
E dici di vedere il mare
e non è colpa del whisky.
Magari del caffè si, ma del whisky proprio no.
Perché le giornate son fatte anche di questo.
Di deliri e di desideri, di emozioni e di solitudini, di attese
e di voglia di respirare.
martedì, luglio 21, 2009
La mamma non si sceglie... si subisce.
Sto in un periodo merdoso che metà basta.
Ho lavoro fin sopra le orecchie e tutti che mi tirano per la giacchetta di qua e di là. Ognuno con esigenze importantissime che proprio non si possono demandare.
Solo le mie tocca metterle da parte, di esigenze.
Non si trova casa, non si trova aria, non si trova un piffero di nulla.
Nel mentre ho una persona a me molto cara che non sta bene e che mi preoccupa assai.
In tutto questo mia madre, mentre mi squillano 3 telefoni in ufficio, mi chiama furtiva e biascica qualcosa come se non potesse parlare e poi cade la linea.
Passo l'ora seguente a non ascoltare gli allievi che chiamano, ad avere il battito accelerato, a provare, mentre con un orecchio rispondo a una prenotazione, con l'altro a contattare mia madre...
telefono non raggiungibile
mi sale l'angoscia, già che il periodo è funesto vuoi che non diventi terrificante?
Quando la rintraccio, le chiedo che succede (e sento le pulsazioni accelerare)
Mamma:
non mi ricordo come fare le bruschette, te le facevi così buone.
Datemi un valido motivo per non fare una dadolata di madre da distribuire su croccanti fette di pane abbrustolito
Ho lavoro fin sopra le orecchie e tutti che mi tirano per la giacchetta di qua e di là. Ognuno con esigenze importantissime che proprio non si possono demandare.
Solo le mie tocca metterle da parte, di esigenze.
Non si trova casa, non si trova aria, non si trova un piffero di nulla.
Nel mentre ho una persona a me molto cara che non sta bene e che mi preoccupa assai.
In tutto questo mia madre, mentre mi squillano 3 telefoni in ufficio, mi chiama furtiva e biascica qualcosa come se non potesse parlare e poi cade la linea.
Passo l'ora seguente a non ascoltare gli allievi che chiamano, ad avere il battito accelerato, a provare, mentre con un orecchio rispondo a una prenotazione, con l'altro a contattare mia madre...
telefono non raggiungibile
mi sale l'angoscia, già che il periodo è funesto vuoi che non diventi terrificante?
Quando la rintraccio, le chiedo che succede (e sento le pulsazioni accelerare)
Mamma:
non mi ricordo come fare le bruschette, te le facevi così buone.
Datemi un valido motivo per non fare una dadolata di madre da distribuire su croccanti fette di pane abbrustolito
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